Sognando Manhattan: quando “fare Impresa” è un modello di comportamento

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Al di là, ovviamente, della storia a lieto fine narrata nel film, il nostro interesse è stato attratto da come gli autori hanno abbinato i momenti più significativi della narrazione alla preparazione dei Business Plan da parte delle protagoniste.

Entrambe hanno inserito in un documento le proprie idee, il proprio progetto, le proprie visioni dimostrando di avere le idee chiare e organizzate per portare a compimento ciò in cui credevano: l’ampliamento dell’attività da parte di Alyssa e la nuova strategia commerciale da parte di Taylor.
Eppure si tratta di un unico e nemmeno grande, solo 3 dipendenti, negozio di abbigliamento.
Significa che per loro, intendo gli autori, la preparazione del Business Plan, preparato prima di avviare qualsiasi iniziativa, è un fatto normale.
Da noi non è così.
Per le PMI che ho conosciuto in oltre 16 anni di attività, il Business Plan è un “oggetto misterioso” che non conoscono e non utilizzano ritenendolo non utile o, tuttalpiù, che si “deve” avere quando si va in banca a chiedere un finanziamento. Anzi, molto meglio se la banca non lo chiede.
Ho lavorato per molti anni con grandi aziende USA e so che in quel mercato il Business Plan è lo strumento da cui partire per avviare o modificare ogni attività imprenditoriale.
Anche molto piccola come nel film “Sognando Manhattan”: un negozio.
Da noi, invece e soprattuto nelle Piccole e nelle Micro Imprese, non si ha questa approccio imprenditoriale: per le nuove iniziative o per apportare qualche cambiamento si va dal professionista specializzato nella gestione degli affari fiscali, gli si spiega l’idea e poi si attende che sia lui a decidere cosa sia più opportuno o conveniente fare. L’imprenditore spesso, o quasi sempre, si adegua.
Per impostare un’attività imprenditoriale è necessario conoscere bene tutti i fattori che influiranno sull’esito dell’iniziativa, quindi servono tempo per conoscere ed esperienza operativa. Queste sono conoscenze che ha l’imprenditore o il professionista nell’area fiscale?
Dovrebbe essere l’Imprenditore a esaminare, sicuramente con l’aiuto di professionisti esperti e capaci, i dati del mercato, i costi da sopportare, i ricavi da ottenere, i prodotti da realizzare, le competenze da acquisire o sviluppare per poter prendere le decisioni giuste.
Proseguendo nel confronto tra la storia del film e la realtà italiana, appare chiaro che le cose da fare prima di iniziare ad investire tempo e denaro sono diverse: una si basa sull’analisi e la pianificazione, l’altra sul fare il prima possibile.
La domanda da porsi è dunque questo: se il fattore tempo è determinante, come in effetti lo è, nel medio periodo è più conveniente pianificare prima di fare o passare subito al fare?
Potrebbe essere sufficiente verificare i dati del nostro mercato per avere la risposta giusta.
Nel 2015 le imprese nate sono 279.132 – quasi 5mila in più rispetto al 2014 – con un tasso di natalità del 7,3%, in progressivo aumento dal 2010 (+0,2 punti percentuali rispetto all'anno precedente). Anche la mortalità d'impresa è in aumento nel 2015. Si stima infatti che le imprese cessate siano 339.955, con un tasso di mortalità pari all'8,9% (+0,2 punti percentuali rispetto al 2014). Per il sesto anno consecutivo i processi di natalità e mortalità delle imprese hanno determinato un tasso netto di turnover negativo (-1,6%), pari a quello registrato nel 2014. (Fonte ISTAT).
Questi dati sono molto chiari ad indicare una situazione che dovrebbe far decidere per un cambio di rotta.


PIANIFICARE PRIMA non è più oneroso e rischioso del FARE PRIMA.
PIANIFICARE PRIMA non è più lento del FARE SUBITO.


Chi costruirebbe una casa senza un progetto ben fatto e ben studiato in relazione alle aspettative di chi ci andrà ad abitare? Oppure il progetto di una casa si fa solo per ottenere i permessi a costruire? È un fatto di approccio al lavoro.
Io auspico che sempre più imprenditori prendano esempio da Taylor e Alyssa e scelgano di farsi aiutare dagli specialisti del business, ovvero da manager che hanno passato lunghi anni studiando e applicando la gestione d’impresa, competenze che poi hanno verificato tramite un’esperienza diretta sul campo. Le aziende di successo non si muovono reagendo a ciò che avviene al proprio interno, agiscono solo dopo aver deciso cosa fare e valutato le conseguenze.
Il Business Plan è lo strumento principe della vita di un’azienda: è indispensabile quando nasce l’azienda, quando cresce e anche quando è in difficoltà.
Un Business Plan ben fatto è la mappa per andare diritti e sicuri verso la meta che si vuole raggiungere, che non è solo ottenere i finanziamenti per realizzare un’idea imprenditoriale.

 


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